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“Giovani per sempre!” A tutti sarà capitato qualche volta, ripulendo cassetti e scaffali, di ritrovarsi tra le mani qualche vecchia foto probabilmente un po’ sbiadita e di soffermarsi a guardare con un po’ di malinconia quei visi sorridenti, giovani e “perfetti di freschezza”, mentre oggi lo specchio ci rimanda immagini ben diverse e, sì, sbiadite dal tempo che è passato non certo su un cartoncino, ma sulla nostra pelle! Quando si è giovani non ci sfiora affatto il pensiero che le trasformazioni ci toccheranno personalmente, che ci saranno rughe, visi più spenti, corpi meno agili, mente meno vivace….. Ho letto proprio una bella e saggia pagina di Mons. Ravasi sull’ argomento, che mi ha suggerito questa riflessione. Non ci sono ricette e antidoti contro il passare del tempo, nessun rimedio contro l’invecchiamento….. e ringraziamone il Cielo, comunque, perché il non invecchiare comporterebbe una…..alternativa assai peggiore…..! La sola difesa che possiamo attuare contro questo processo irreversibile è quella di mantenersi vivi dentro. Scrive Mons. Ravasi: “bisogna conservare lungo il percorso del fiume del tempo la freschezza interiore della ricerca, della passione, dell’Amore, della bellezza, dell’attesa”. Io ci aggiungerei anche un sano esercizio della volontà a non assopirsi troppo vivendo in maniera abitudinaria, senza slanci, senza ricercare qualcosa di nuovo, piacevole e costruttivo, che dia una spinta costante alla quotidianità. Serve anche una volontà di far prevalere i pensieri positivi su quelli negativi, almeno fin là dove ce li possiamo permettere nella situazione che viviamo. Se ci si impigrisce, ci si appiattisce, ci si chiude al mondo e alle relazioni umane. Bisogna non smettere mai di aver voglia di fare qualcosa di utile per sé e possibilmente anche per gli altri, non smettere di guardarsi intorno, di incantarsi, di curare i propri interessi. Lo spirito può mantenersi vivo e vitale, a dispetto degli anni che passano, se ce ne prendiamo cura come merita e sarà quello a darci la gioia di andare avanti. Vorrei che ne prendessero coscienza tanti giovani che sono ossessionati dalla cura dell’esteriorità e dal culto del corpo, per il quale trascurano tristemente la parte più nobile e più meritevole che abbiamo e cioè la nostra interiorità. Vivono già stressati, con l’anima avvizzita. Mentre a me sono di esempio formidabile certe persone anziane che a volte incontro e con cui mi fermo a chiacchierare, scoprendo in loro una vitalità sorprendente, insieme alla capacità di sorridere, di entusiasmarsi, di interessarsi alla vita. Se ci fermiamo alle fotografie degli anni verdi ci riempiremo di rimpianto e di sospiri inutili. Il passato deve servirci da esperienza e maturazione, non per affogare nel pozzo della nostalgia e non dobbiamo mai dimenticare, a un certo punto della vita, che l’unico futuro certo e buono che ci è dato è il presente. Un presente che abbiamo il diritto e il dovere di vivere al meglio delle nostre possibilità. Rita Levi Montalcini, grande donna e scienziata, sulla cui vivacità di mente e cuore nessuno può obiettare neanche ora che ha superato abbondantemente i cento anni di età, ha affermato che “è meglio aggiungere vita ai giorni, che giorni alla vita”. Cominciamo da subito a fare nostro questo suo pensiero, convinti che dentro, là dove più conta, si può davvero restare giovani per sempre! (R.R.) |